Trattamento dell'incontinenza urinaria maschile
A cura di Alchiede Simonato
L'incontinenza è la perdita involontaria di urina attraverso l'uretra integra.
Dopo prostatectomia radicale per carcinoma prostatico l'incidenza dell'incontinenza
urinaria da sforzo a 12 mesi dall'intervento, varia dal 5% al 15-20% mentre
l'incontinenza dopo resezione endoscopica (transuretrale) della prostata per
ipertrofia prostatica benigna è circa dell'1%.
L'incontineza urinaria post-chirurgica si può manifestare con caratteristiche
diverse: associata a condizioni di sforzo (la tosse, lo starnuto, il sollevamento
d'oggetti da terra o in situazioni di cambio di postura), ma alcune volte, può essere
mista, associata cioè; ad urgenza (quando lo stimolo urinario improvviso non consente
di arrivare fino al bagno). Nei casi più gravi la perdita d'urina è continua ed il
paziente non riesce ad interrompere lo sgocciolamento.
Ogni paziente sottoposto a terapia chirurgica prostatica per via endoscopica o
a cielo aperto riceve inevitabilmente, per motivi anatomici, una lesione dello
sfintere uretrale prossimale che si trova a livello del collo vescicale. Di
conseguenza la continenza del paziente viene affidata allo sfintere uretrale
esterno che si trova a livello dell'apice prostatico.
Le cause chirurgiche che determinano l'incontinenza urinaria dopo chirurgia
prostatica sono da ricondurre ad una lesione più o meno grave dello sfintere
uretrale esterno. Tuttavia oltre ai problemi di tecnica chirurgica esistono
fattori di rischio preoperatori dell'incontinenza come lo stadio della
malattia, l'età del paziente, alcune malattie del sistema nervoso e del sistema endocrino.
Esistono diverse terapie valide per trattare l'incontinenza urinaria maschile. Queste
terapie devono essere "calzate" al paziente per ottenere il miglior risultato clinico
inoltre è sempre bene iniziare con le terapie mediche e riabilitative.
Terapie Riabilitative
La riabilitazione perineale è indicata dalle linee-guida
dell'
International Continence Society come primo approccio terapeutico per l'incontinenza
urinaria a tutti i livelli e secondo alcuni Autori può raggiungere il 70 per cento di
guarigione nei pazienti con incontinenza lieve. Ai nostri pazienti dopo l'intervento di
prostatectomia radicale viene sempre prescritto almeno un ciclo riabilitativo.
Terapie Farmacologiche
È possibile avere dei buoni risultati con la farmacoterapia solo nell'incontinenza
legata ad un'anormale attività vescicale (incontinenza da urgenza).
La duloxetina è l'unico farmaco indicato per l'incontinenza urinaria da sforzo.
È un inibitore bilanciato del reuptake della serotonina e della noradrenalina
(i due neurotrasmettitori sono i principali regolatori dei movimenti dello sfintere
uretrale e l'aumento della loro concentrazione migliora la capacità di contrazione
dello sfintere e quindi della continenza). Il farmaco è abbastanza ben tollerato
anche se la sua efficacia non è sempre efficace nelle incontinenze iatrogene.
Ai dosaggi maggiori può dare nausea.
lniezioni periuretrali
Sono stati proposti diversi tipi di materiali biologici e sintetici inerti e
anallergici da iniettare vicino allo sfintere uretrale. Questi materiali, comprimendo
l'uretra, cercano di ripristinare il meccanismo della continenza. La tecnica è
semplice e quasi ambulatoriale ma i risultati sono il più delle volte temporanei.
Solitamente non vengono utilizzati nella nostra pratica clinica proprio
per i risultati provvisori.
Protesi regolabili pro ACT (Adjustable Continence Therapy)
Queste nuove protesi agiscono con lo stesso meccanismo delle sostanze iniettabili
con il vantaggio di poter regolare il grado di compressione dell'uretra. Le protesi
consistono in due palloncini in silicone espandibili posizionati ai lati dell'uretra
e gonfiabili ambulatorialmente fino ad ottenere il risultato desiderato.
Il funzionamento della protesi è legato al corretto e preciso posizionamento che
all'inizio era eseguito sotto controllo floroscopico. La tecnica originaria
rendeva la manovra molto difficile e doveva essere affidata a mani esperte.
Attualmente grazie ad una nostra semplice intuizione [1] posizioniamo la
protesi in maniera precisissima sotto controllo ecografico ed in anestesia locale.
È un intervento mini invasivo indicato per le incontinenze da sforzo lievi e
moderate ed i risultati sono molto incoraggianti con pochissime complicanze.
Gli "Sling"
"Sling" significa amaca ed in effetti, questo tipo di intervento consiste nel
posizionare, con un intervento chirurgico una benderella (di materiale autologo,
eterologo o sintetico) sotto l'uretra. È un intervento relativamente nuovo nell'uomo
ma già utilizzato da diversi anni nella donna. Tale intervento può essere eseguito
con diverse tecniche tramite l'ancoraggio della bendarella all'ischio con
delle viti in titanio (InVance) tecnica in verità ormai superata con la
tecnica emergente trans otturatoria (AdVance) anch'essa mutuata dalla chirurgia
dell'incontinenza femminile. È un intervento mini invasivo indicato per le
incontinenze da sforzo lievi e moderate e nell'uomo e i buoni risultati
maturati con l'esperienza nelle donne fa ben sperare.
Lo sfintere urinario artificiale AMS 800
Nei casi di incontinenza grave il trattamento di scelta rimane il posizionamento
di uno sfintere urinario artificiale tipo AMS 800. Questo dispositivo è
composto da una cuffia circolare che avolge l'uretra chiudendola, da un
serbatoio che serve a trasferire il liquido presente nella cuffia per poter
urinare che viene posizionato in addome ed un dispositivo di attivazione
(pompa) che apre lo sfintere posizionato nello scroto.
I casi rari e complessi
Interventi di chirurgia maggiore
Alcune volte oltre all'incontinenza si può associare la stenosi
dell'anastomosi refrattaria a plurimi tentativi di disostruzione
endoscopica. Questa è una condizione piuttosto rara e può richiedere
un intervento di chirurgia ricostruttiva altamente specialistica
per ripristinare la pervietà del canale uretrale per via perineale
o addirittura per via addomino-perineale.
Il posizionamento di uno
sfintere artificiale avverrà solo in un secondo tempo quando si
è certi che il problema della stenosi è stato definitivamente risolto.
Questa è la soluzione chirurgica che abbiamo elaborato e che utilizziamo
per rendere continenti queste persone [2]
Considerazioni
Il trattamento dell'incontinenza dopo chirurgia prostatica è complesso ma
risolvibile. Ad oggi non esiste la possibilità di avere un unico trattamento
efficace per tutti i tipi di incontinenza iatrogena. È necessario quindi
avere una buona dimestichezza con tutte le tecniche più valide e dare le
giuste indicazioni al singolo caso.
Bibliografia
[1] Gregori A., Simonato A. et Al.
Transrectal ultrasound guided implantation of the
ProACT adjustable continence therapy system in patients with post-radical
prostatectomy stress urinary incontinence: a pilot study.
J Urol. 2006 Nov;176(5):2109-13; discussion 2113.
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[2] Simonato A., Gregori A., et Al.
Two-Stage Transperineal Management of Posterior
Urethral Strictures or Bladder Neck Contractures Associated with
Urinary Incontinence after Prostate Surgery and Endoscopic
Treatment Failures.
Eur Urol. 2007 Mar 26; [Epub ahead of print].
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