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Clinica Urologica 'Luciano Giuliani'
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Le conseguenze funzionali della prostatectomia radicale esistono ma le soluzioni ci sono e sono efficaci

A cura del Prof. Alchiede Simonato



Cistoscopio flessibile

L'intervento più comune nel maschio dopo i 60 anni riguarda la prostata. Questi interventi possono essere eseguiti sia per patologia benigna come per l'ipertrofia prostatica che per patologia maligna come il carcinoma prostatico.

Le due patologie vengono trattate ovviamente con due interventi diversi sia come tecnica chirurgica che per gli obbiettivi che ci si prefigge di raggiungere.

La chirurgia per ipertrofia prostatica benigna si esegue per risolvere importanti disturbi urinari e di svuotamento della vescica quando i farmaci non sono più in grado di controllare tali sintomi. Gli interventi per questo tipo di patologia raramente presentano conseguenze sulla continenza e sulla potenza sessuale infatti vengono riportate complicanze in non più del 1-3% dei pazienti trattati.

Ben diverso è l'obiettivo della chirurgia del carcinoma prostatico che solitamente non è accompagnato da sintomi urinari. L'intervento chirurgico in questo caso è eseguito per rimuovere completamente la prostata e la malattia in essa contenuta al fine di evitare che quest'ultima possa uccidere il paziente. Le conseguenze di questo intervento possono essere da una parte l'incontinenza urinaria, di vario grado, che va dal 5 al 30% dall'altra la potenza sessuale che può essere compromessa dal 30 al 65% dei casi. Inutile sottolineare che i risultati sono dipendenti più dall'operatore che dalla particolare tecnica chirurgica adottata.

Chi si sottopone ad intervento di prostatectomia radicale dovrebbe avere chiaro non solo gli obbiettivi e le possibili conseguenze dell'intervento ma anche l'attuale possibilità concreta e codificata di risolvere le eventuali complicanze rivolgendosi a specialisti esperti.

Esistono oggi tutta una serie di terapie farmacologiche e chirurgiche che possono essere adattate al singolo paziente in base alle sue condizioni cliniche ed alle sue aspettative.

Una chiara e corretta informazione tra specialista e paziente è sicuramente alla base del buon risultato e della soddisfazione del paziente.

Purtroppo però molto spesso la maggior parte dei pazienti con problemi di incontinenza e/o impotenza dopo chirurgia prostatica tendono a nasconderli al chirurgo per una forma di "gratitudine" togliendosi così di fatto la possibilità di migliorare la propria qualità di vita.

D'altra parte bisogna purtroppo ammettere che anche i chirurghi hanno le loro debolezze quando tendono a non vedere i propri piccoli insuccessi e sono così reticenti ad indirizzare i propri pazienti verso la risoluzione di questi problemi che alterano non poco la qualità della vita.