Le cistiti recidivanti
I batteri intracitoplasmatici nella mucosa vescicale
potrebbero spiegare la causa delle recidive
- Avviata la ricerca -
Le infezioni delle vie urinarie rappresentano una delle patologie umane più diffuse
dal momento che il 20-50% delle donne contrae almeno una volta nel corso della vita
un’infezione urinaria (ed una significativa percentuale di queste (25-30%) va
incontro a recidiva. Il principale microrganismo responsabile di questi stati
morbosi è Escherichia Coli che, migrando dal tratto gastrointestinale all’area
periuretrale, può raggiungere la vescica e le alte vie urinarie.
Recentemente è stato proposto un ruolo di serbatoio per la mucosa vescicale che,
successivamente a infezione batterica acuta, potrebbe diventare sede di colonizzazione
batterica cronica e riserva di microrganismi quiescenti che potrebbero “riattivarsi”
ciclicamente, cosa che è già stata dimostrata nei topi.
Questo meccanismo potrebbe essere alla base della patogenesi, per esempio, delle
cistiti recidivanti. Pare che alcuni batteri, se sottoposti a stress come la terapia
antibiotica, possano infiltrare l’epitelio della mucosa vescicale, andando ad
annidarsi negli strati più profondi, rendendo così più difficile la loro eliminazione.
Questi stessi batteri si potrebbero ciclicamente riattivare, manifestandosi
sulla mucosa vescicale e sulle vie urinarie e causare così una nuova infezione.
Assieme all’Istituto di Microbiologia dell’Università degli Studi di Genova
stiamo cercando di dimostrare la presenza di queste forme batteriche quiescenti
anche nell’uomo. Lo studio è già avviato da circa un anno ed i risultati
preliminari sembrano confermare questa ipotesi che se ribadita si potrebbero
aprire nuove strategie terapeutiche per queste patologie, che ancora oggi
vengono spesso trattate con superficialità e in maniera approssimativa.